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EN 60204-1 - prove elettriche

L’articolo chiarisce quante e quali siano le prove elettriche obbligatorie secondo la EN 60204-1 per la conformità degli equipaggiamenti elettrici dei macchinari.

Prove obbligatorie secondo EN 60204-1 

La EN 60204-propone le 8 prove e verifiche descritte al capitolo 18.

Di queste quelle obbligatorie sono:

  1. Verifica che l’equipaggiamento elettrico cablato e installato sia conforme alla documentazione tecnica.

  2. Verifica della continuità del circuito equipotenziale di protezione.

  3. Verifica dell’impedenza dell’anello di guasto.

  4. Test Funzionali (funzionamento macchina e sue modalità di lavoro, funzionamento dei sistemi di comando e sicurezza come emergenze, interblocchi e altri dispositivi di protezione).

È possibile che alcune delle suddette prove siano condotte dal quadrista e altre dall’installatore, ma in ogni caso tutte ricadono sotto alla marcatura CE dell’equipaggiamento elettrico della macchina.

Mentre la prima e l’ultima prova non richiedono strumenti particolari, la seconda e la terza richiedono in genere strumenti, formule e procedure particolari.

 

Prova di continuità

La prova è necessaria per garantire il corretto collegamento e cablaggio al morsetto di terra di tutte quelle parti che lo richiedono normativamente (masse, masse estranee, polo negativo dei circuiti di comando, ad esempio).

La prova deve essere condotta sia all’interno che all’esterno del quadro. Nel primo caso, suggeriamo di seguire i principi della EN IEC 61439-1, nel secondo caso è sufficiente seguire il punto 18.2.2 della EN 60204-1.

La verifica interno quadro deve essere eseguita utilizzando uno strumento di misura della resistenza in grado di far circolare almeno 10 A (c.a. o c.c.) tra ogni massa e il terminale PE. I risultati devono essere inferiori a 0,1 Ω.

Per la verifica esterno quadro viene misurata la resistenza elettrica tra il morsetto PE principale del quadro elettrico e i morsetti di terra delle varie utenze presenti sul macchinario ed esterni al quadro elettrico principale, facenti parte del circuito equipotenziale di protezione. La corrente di misura erogata dallo strumento deve essere compresa tra 0,2 e 10 A con tensione inferiore a 24 Vcc o Vac. Oltre alle masse esterne al quadro, è importante verificare anche la continuità per motivi funzionali: testare le cassette metalliche in campo contenenti circuiti di comando o di sicurezza per verificare che siano equipotenziali con la barra di terra del quadro principale.

I valori di resistenza misurati devono essere confrontati con quelli teorici normativi, ottenibili conoscendo sezione e lunghezza del cavo PE cablato e servendosi delle resistività tabulate nella EN 60228.

 

Prova di anello di guasto

La misura dell’impedenza dell’anello di guasto ha lo scopo di verificare l’efficacia dell’intervento automatico dei dispositivi di protezione, al fine di garantire la sicurezza contro i contatti indiretti in caso di guasto a terra. 

In pratica, si verifica che in presenza di un guasto franco verso terra in grado di mandare in tensione le masse dell’impianto (costituendo un rischio per le persone), la corrente generata nel circuito sia sufficientemente elevata da attivare il dispositivo di protezione, sia esso di tipo magnetotermico o differenziale, assicurando così l’interruzione automatica dell’alimentazione elettrica.

Il metodo principale prevede una prova effettuata presso il luogo di installazione in quando include il circuito di terra della rete di distribuzione. La macchina deve risultare, quindi, allacciata alla linea di distribuzione principale, incluso il conduttore di terra. Per ogni utenza della macchina, ed una sola utenza alla volta (motore 1, motore 2, etc.) si misurano le resistenze dell’anello di guasto formato dal circuito di terra e dai rispettivi circuiti di linea L1, L2 e L3 dell’utenza sotto test. La prova va effettuata ai morsetti di ogni utilizzatore dell'impianto o prese a spina. Se l’utenza (es. motore) è alimentata da un inverter/azionamento, allora la prova va eseguita a monte del drive o del suo filtro, se presente, in quanto l’inverter/azionamento interromperebbe l’anello, non ne consentirebbero la misura.

Il risultato in corrente ottenuto dallo strumento viene confrontato con la corrente nominale della protezione automatica installato direttamente a monte dell’utenza testata; in particolare deve essere verifica la seguente relazione:

Ia ≤ ⅔ Imis

Dove Imis è la corrente di guasto misurata dallo strumento e Ia è la corrente nominale di intervento del dispositivo di protezione (interruttore magnetotermico o fusibile).

Il coefficiente 2/3 serve a tener conto dell'aumento dell'impedenza dovuto all’aumento di temperatura generato dall'elevata corrente di guasto: situazione che non si può ottenere durante la prova.

Esistono, però, alcuni escamotage per verificare la conformità dell’anello di guasto senza eseguire necessariamente prove presso il luogo di installazione, da approfondire caso per caso a seconda della macchina venduta.

 

Conclusione

Potete contattare i nostri tecnici per chiedere un supporto sia alla realizzazione delle prove di continuità e di anello di guasto attraverso strumento idoneo, sia per interpretare correttamente i risultati delle prove già da voi eseguite.

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