Su
tec.nicum . italia
academy
academy . centro di formazione
consulting – Consulting services
consulting . analisi e documentazione
engineering – technical planning
engineering . pianificazione e progettazione
integration . applicazione pratica
digitalisation . Integrazione del software
outsourcing . soluzioni seriali

Tempo di arresto e novità della UNI EN ISO 13855:2025

Questo articolo analizza l’importanza di determinare correttamente il tempo d'arresto e le distanze di sicurezza. L’edizione 2025 della UNI EN ISO 13855 introduce criteri di calcolo più accurati e strettamente legati al funzionamento reale del sistema di sicurezza.

La determinazione corretta del tempo di arresto e delle conseguenti distanze di sicurezza rappresenta l’elemento centrale per la scelta e il posizionamento dei dispositivi di protezione non separanti. Con le revisioni della UNI EN ISO 13855:2025, il calcolo diventa più preciso, più articolato e maggiormente dipendente dal comportamento reale del sistema di sicurezza.

La nuova UNI EN ISO 13855:2025 non è ancora armonizzata alla Direttiva Macchine 2006/42/CE. Ciò significa che, pur essendo tecnicamente valida e applicabile come buona pratica, non conferisce presunzione di conformità automatica ai requisiti essenziali di sicurezza. Dal 2027 entrerà in applicazione il nuovo Regolamento Macchine (UE) 2023/1230, che sostituirà la Direttiva. È plausibile che la armonizzazione della UNI EN ISO 13855:2025 avvenga direttamente in relazione al nuovo quadro regolatorio, come accaduto in passato per norme tecniche aggiornate vicino a transizioni legislative.

Tempo di arresto e formula aggiornata

La nuova edizione della norma aggiorna la formula per il calcolo della distanza minima di sicurezza:

S = (K × T) + DDS + Z

Dove:

  • K = velocità di avvicinamento (1600 mm/s o 2000 mm/s in base a S o fissa a seconda della configurazione);
  • T = tempo di risposta totale del sistema: SRP/CS + risposta della macchina + tolleranza;
  • DDS = distanza di raggiungimento dipendente dal dispositivo, è la massima fra DDO reaching over, DDT reaching through e DDU reaching under;
  • Z = fattori supplementare legati ad applicazione, tolleranze, usura, frenata, riflessioni.

Oltre alla formula generale, la EN ISO 13855 include formule dedicate per casi con “geometrie” di posizionamento e avvicinamento specifiche, spesso funzione della risoluzione de, alcune delle quali aggiornate rispetto all’edizione precedente.


1. Reaching Over – AOPD verticale

Quando l’operatore può scavalcare la barriera ottica, la norma impone di adottare la formula:

S = (K × T) + DDO + Z

dove DDO è fornito da tabella dedicata e varia in funzione:

  • dell’altezza del primo fascio,
  • dell’altezza complessiva della zona di rilevamento,
  • della distanza residua dalla zona pericolosa.

 

2. Reaching Under – AOPD verticale (de + HDB ≤ 40 mm con HDB Altezza del primo fascio da terra)

S = (1600 × T) + 8(de + HDB – 14) + Z

3. Reaching Under – AOPD verticale (40 < de + HDB ≤ 300 mm con HDB Altezza del primo fascio da terra)

S = (1600 × T) + DDU tabulata

4. Reaching Through – AOPD verticale e avvicinamento perpendicolare (de ≤ 40 mm)

Questa condizione si applica a cortine ad alta risoluzione utilizzate per impedire l’inserimento delle dita o della mano tra i fasci.

Formula:
S = (K × T) + 8(d − 14) + Z

(con valore minimo S ≥ 100 mm)

5. Reaching Through – AOPD verticale e avvicinamento perpendicolare (de > 40 mm e ≤ 55 mm)

Si applica per rilevamento dell’avambraccio.

Formula:
S = (K × T) + 208 + 12(de – 40) + Z

6. Reaching Through – AOPD verticale e avvicinamento perpendicolare (de > 55 mm e ≤ 120 mm)

Utilizzati per rilevamento di arti superiori.

Formula:
S = (1600 × T) + 850 + Z

7. Reaching Through – AOPD verticale e avvicinamento perpendicolare (de > 120 mm e raggi multipli)

Utilizzati per rilevamento di arti superiori e busto.

Formula:
S = (1600 × T) + 850 + Z

8. AOPD orizzontale e approccio parallelo

Particolarmente critico per rischi legati all’incuneamento o all’attraversamento sotto i raggi.

Formula:
S = (1600 × T) + 1200 + Z

Inoltre, l’altezza da terra HD deve rispettare la seguente disequazione:

HD≥ 15∙(de-50)

HD non può mai essere inferiore a 0 [mm] e non deve essere maggiore di 1000 [mm]. Tuttavia, se l’altezza della zona di rilevamento HD dal piano di riferimento è maggiore di 200 [mm], occorre valutare il rischio di passaggio al di sotto della barriera senza essere intercettati.

9. Bimanuale senza cover

S = 1600 x T + 550 + Z 

10. Pulsante ad azione mantenuta

S = 1600 x T + 2200 + Z 

11. Pedaliera ad azione mantenuta

S = 1600 x T + 2500 + Z 

 

Conclusioni

L’aggiornamento della UNI EN ISO 13855 migliora la precisione nella definizione delle distanze di sicurezza, rendendo centrale il calcolo rigoroso del tempo di arresto e ampliando le definizioni operative. Le nuove prescrizioni aumentano la complessità progettuale, ma garantiscono un approccio più solido alla protezione degli operatori.

Cookies / Informativa sulla Privacy
Rispettiamo la tua privacy
Questo sito web utilizza i cookie. Ulteriori informazioni sui cookie utilizzati sono disponibili nella nostra dichiarazione sulla protezione dei dati. Cliccando sul pulsante 'Accetta tutti', acconsenti all'uso di tutti questi cookie. Cliccando sul pulsante 'Accetta selezionati', acconsenti solo all'uso dei cookie per le finalità che hai selezionato.
La tua scelta: